Pitú è il marchio di cachaça più conosciuto al mondo, apprezzato per la sua qualità e per la capacità di abbinarsi perfettamente a frutta fresca e succhi. Le sue origini risalgono al 1938, quando le famiglie Ferrer de Morais e Cândido Carneiro iniziarono a produrre nel nord-est del Brasile un distillato di alta qualità dalla canna da zucchero, ponendo le basi del successo globale del brand. Il nome Pitú deriva da un crostaceo d’acqua dolce originario di vari fiumi del Brasile, raffigurato nel caratteristico colore rosso sull’etichetta di ogni bottiglia. La scelta del nome è legata al fiume Pitú, che scorreva vicino alla distilleria nella città di Vitória de Santo Antão. La qualità di Pitú è garantita dall’unione tra tecnologie all’avanguardia e l’utilizzo esclusivo di materie prime selezionate: pura canna da zucchero, lievito e acqua. Ingrediente indispensabile per la preparazione della caipirinha, Pitú è strettamente legato a questo iconico cocktail brasiliano, che con l’aggiunta di questo distillato prende il nome di Pitúrinha.
Sabatini Gin è un marchio italiano nato in Toscana nel 2015, creato e guidato con passione dalla famiglia Sabatini. La produzione segue un metodo artigianale che si distingue sia nel processo di distillazione sia nella ricerca di soddisfare specifiche del prodotto particolari e raffinate. La gamma di prodotti è caratterizzata da botanicals coltivate nella tenuta di famiglia a Villa Ugo sulle colline di Cortona e dal pregiato ginepro toscano. Oltre al pluripremiato London dry gin, Sabatini Gin Barrel e Sabatini Gin Venezuela, distillati da Charles Maxwell, della Thames Distillers a Londra, si aggiunge Sabatini 0.0, analcolico premium ottenuto dalla distillazione di 5 preziose botanicals.
C’era un tempo, non troppo lontano, prima dell’anno 1999, in cui ordinare un gin & tonic non era affatto popolare ed elegante come lo percepiamo oggi. Mal servito, tiepido e piatto, il gin & tonic non era certo sinonimo di buon gusto; per tutti, tranne che per un uomo, che credeva profondamente nel potenziale di un gin ben fatto miscelato in un buon gin & tonic. In un momento in cui tutti pensavano che il gin avesse preso raggiunto il fondo del baratro, stabilendovisi, Martin Miller vide in questo distillato una possibilità concreta. “Farò il mio gin, e che problema c’è? Le cose stanno così: devo trovare il miglior distillatore di Inghilterra, cercare le migliori botaniche e scovare l’acqua più pura possibile” queste le parole di Miller. “Tu sei completamente pazzo” - si sentì dire dall’amico - “facciamolo”. Un uomo tutt’altro che ordinario, Martin Miller aveva nel suo DNA arte, creatività e spirito imprenditoriale; collezionista di opere d’arte, si dilettava nella fotografia e ospitava alcune tra le migliori feste pop di Londra. Un personaggio decisamente eclettico, riuscito a proiettare la sua passione per i pezzi da collezione ben fatti in un gin destinato a diventare simbolo della rinascita di questa categoria. Martin Miller è stato chiaro fin dall'inizio su come voleva il suo gin: "Un classico taglio da distillatore, direttamente dal cuore dello spirito, tagliente come un abito Savile, ma liscio e raffinato come una Bentley”.
Era il 1775 quando Luigi XVI concesse l’autorizzazione per produrre distillati a Carpeaux e Stival, due intraprendenti imprenditori francesi che aprirono una distilleria con dodici alambicchi a Citadelle di Dunkerque. Dopo diversi anni di indagini e ricerche, Alexandre Gabriel ha scelto di far rivivere presso Maison Ferrand quello che era lo stile artigianale del Gin di Citadelle, oggi prodotto a Cognac, seguendo le stesse secolari tradizioni che da cinque generazioni vengono tramandate di mastro distillatore in mastro distillatore. È “rinato” in questa maniera il Gin Citadelle, prodotto in piccoli alambicchi di rame, ricco negli aromi e unico nei sapori, distillato lentamente e impreziosito da essenze ed erbe scrupolosamente selezionate. Unico al mondo grazie al suo lento metodo di distillazione con la fiamma viva che riscalda i piccoli pot still, non viene distillato tutto l’anno ma solo tra marzo e novembre con un piccolo alambicco Charentais, di quelli in uso sin dal ‘700. L’ALAMBICCO DI CITADELLE Gin Citadelle è prodotto oggi come nel 1775 in un piccolo alambicco Charantais dalla capacità di 25 ettolitri utilizzato solitamente per la produzione di cognac. Questo alambicco è costituito da una caldaia riscaldata a fuoco vivo. Distillare tramite “naked flame” risulta estremamente complesso richiedendo molta più attenzione e cautela; tuttavia dona allo spirito una struttura molto particolare con una concentrazione di oli essenziali altrimenti impossibile. La caldaia è sormontata da un capitello, “chapiteau”, con la tipica forma a cipolla dove i vapori alzati dalla fiamma si raccolgono per poi essere avviati al collo di cigno (più alto è, più neutro è lo spirito prodotto), relativamente basso nel caso dell’alambicco utilizzato da Citadelle e la cui curvatura e altezza determinano le caratteristiche proprie del distillato. Da qui una serpentina prosegue attraverso un bacino refrigerato che condensa i vapori.