WHISKY

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WHISKY
MC CONNELL’S

BM SIGNATURE

Sicuramente Bruno Mangin si è ritagliato un posto di indiscutibile rilievo nel panorama del whisky francese, distillando l'orzo locale nel cuore dello Jura, e invecchiando il suo whisky in vecchie botti di vino della sua regione. I suoi prodotti sono espressione pure del terroir francese, risultato della una meticolosa ricerca che compie tanto nella scelta delle materie quanto di quella dei legni da utilizzare per l'affinamento.

AIKAN

SQUADRON 303

FILLIERS

MILLSTONE ZUIDAM

Il grande sogno di Patrick van Zuidam è stato da sempre quello di creare il proprio whisky. Nel 1996 iniziò le prime sperimentazioni e solo dopo diversi miglioramenti è riuscito a raggiungere la perfezione e produrre così il primo whisky olandese sul mercato: Millstone. Il nome si riferisce ai mulini olandesi con cui viene macinato il grano utilizzato per la produzione dei whisky. Utilizzando i mulini a vento, la distilleria della famiglia Zuidam aiuta a preservare l’importante patrimonio olandese famoso in tutto il mondo. Inoltre il lento macinare dei mulini a vento non provoca nessun aumento di temperatura nel grano contribuendo così a preservare tutto il suo meraviglioso aroma. Pazienza ed estrema cura in tutte le fasi della produzione di questi whisky unici, rispettando il tempo necessario per consentire la formazione di aromi e sapori estremamente delicati. Il fermentato è distillato in piccoli alambicchi tradizionali costituiti da una larga superficie in rame. Il contatto tra i vapori alcolici e il rame consente di eliminare tutte le sostanze indesiderate e stimolare la formazione di esteri fruttati e complessi. L’affinamento avviene sia in barrique nuove di rovere americano, sia in barrique che hanno precedentemente contenuto Bourbon e Sherry Oloroso.

FLÓKI

Floki, unico whisky prodotto in Islanda, è un single malt artigianale prodotto con orzo 100% islandese. Il gusto unico deriva proprio da questa materia prima che cresce lentamente e duramente attraverso il suolo vulcanico del circolo polare artico. Grazie al clima freddo, non è necessario utilizzare pesticidi o fertilizzanti artificiali, di conseguenza l’orzo è coltivato in maniera totalmente naturale. Inoltre l’orzo islandese ha una bassa percentuale di zucchero, con il conseguente utilizzo del 50% in più per ogni bottiglia, marcando ancora di più il gusto unico di questo whisky islandese.

LEVANT HIGHLANDS

OLD PULTENEY

Fondata nel 1826 da James Henderson, Old Pulteney è il cuore pulsante del borgo di Wick rinomato sia per i suoi whisky che per la qualità delle ottime aringhe. Non è un caso che proprio nel XIX secolo la cittadina scozzese fosse famosa per il suo oro, il whisky, e l’argento, le aringhe. La particolarità del processo produttivo utilizzato in questa distilleria sta nell’utilizzo di alambicchi wash still privi del classico collo di cigno. La leggenda narra che una volta consegnati fossero troppo alti per la sala di distillazione, ubicata nel centro cittadino di Wick, così da obbligare il proprietario a tagliarne la parte superiore. La forma della bottiglia è un chiaro omaggio a questa storia. La distilleria, una delle più settentrionali della penisola britannica, utilizza acqua dell’Hempriggs Loch e usa per i suoi single malt solo malto d’orzo non torbato. Old Pulteney è un single malt che ad ogni sorso richiama la vita vissuta tra il mare e il porto della vecchia cittadina accessibile nel XIX° secolo solamente via mare.

ANCNOC

Ogni goccia di anCnoc, “collina" in gaelico, vuol celebrare lo spirito ricco e forte delle Highlands. Gli anCnoc sono creati nella distilleria Knocdu, situata nel pittoresco villaggio di Knock in Aberdeenshire, proprio sul Mare del Nord non molto distante dalla regione dello Speyside. La produzione iniziò nel 1894 e da allora è stata considerata come la perfetta incarnazione della distilleria moderna. anCnoc e tutti i suoi uomini sono implacabili e alla continua ricerca della perfezione, usando metodi di produzione tradizionali per ottenere tuttavia whisky contemporanei. Il risultato è un whisky leggero e moderno che allo stesso tempo offre una grande complessità. I whisky anCnoc si caratterizzano infatti da sentori leggeri e floreali tipici dello Speyside, con dolci aromi di miele e limone, ma comunque estremamente complessi in linea con lo stile delle Higlands.

BALBLAIR

La distilleria Balblair è situata vicino alla città di Edderton nelle Higlhands settentrionali sulle rive della baia di Dornoch Firth. Fondata nel 1790, è la seconda più antica distilleria funzionante di tutta la Scozia. Sulla soglia della distilleria, sull’antica pianura di Eadar Run, si erge un grande monumento in pietra eretto più di quattro millenni fa, nell’età del bronzo. Conosciuto localmente come “Clach Biorach", questa “pietra nitida” ha ispirato la filosofia di Balblair: leggende antiche e senza tempo che raccontano la stessa essenza di questi grandi malti delle Highlands. Ancora oggi Balblair è rimasto fedele alle sue tradizioni secolari, distillando il suo single malt ad un ritmo naturale e ponderato.

SPEYBURN

La distilleria Speyburn nasce nel 1897 appena fuori il piccolo villaggio di Rothes, immerso nel cuore della regione dello Speyside. Unica distilleria ad utilizzare l’acqua pura e trasparente del Granty Burn, affluente del fiume Spey, Speyburn combina le proprie competenze con i più tradizionale processi produttivi nella realizzazione di single malt audaci, luminosi e pieni di carattere degni della vitalità dello Speyside. Orgogliosa del proprio passato ma con un occhio sempre attento all’innovazione, la distilleria affronta ogni sfida con lo stesso spirito delle persone che la costruirono più di un secolo fa.

KINGSBARNS

Attiva dal 2014, questa distilleria è di proprietà della famiglia Wemyss. Kingsbarns si trova poco fuori St. Andrews, nella zona delle Lowlands scozzesi: per la produzione dei suoi whisky utilizza solo orzo locale, proveniente dall’area del Fife o “Kingdom of Fife”, come viene detta dagli scozzesi.

WEMYSS

"Dalla sua fondazione nel 2005, Wemyss Malts è stato gestito in modo indipendente da William e Isabella Wemyss, un fratello e una sorella con la passione per il bere di qualità. Entusiasta e ispirato dal tempo trascorso con esperti enologi del mondo del vino nel sud della Francia, William Wemyss è voluto tornare a casa per creare whisky scozzesi audaci e dalla forte personalità. Insieme a sua sorella Isabella, dotata di un eccezionale olfatto e occhio per le materie prime di alta qualità, iniziò a procurarsi squisiti single malt dalla Scozia e le migliori botti di rovere da tutto il mondo. Assemblato con perizia, il loro team di esperti dell’industria del whisky è praticamente una seconda famiglia, o meglio, una famiglia allargata. Fra loro c’è anche lo scrittore di whisky Charlie Maclean. Il tratto distintivo di questa azienda sta sicuramente nella capacità di saper creare blend esclusivi e iconici: il processo produttivo inizia infatti con l'approvvigionamento di whisky single malt maturo da diverse distillerie scozzesi. Questo dà loro la possibilità di creare, partendo da materia prime eccezionali e da una ricetta di base gelosamente custodita, prodotti unici dai sapori complessi."

HOUSE OF MCCALLUM

PEAT'S BEAST

Molti vi diranno che è un semplice mito, solo un ricordo di un folklore antico. Dalla metà del XIX secolo gli avvistamenti di una strana bestia hanno suscitato timore e trepidazione in molti villaggi scozzesi. Si diceva vagasse attraversando brughiere spazzate dal vento selvaggio alla ricerca della torba più pura, sporca e fertile che potesse trovare. Il Peat’s Beast Whisky è oggi un ricco e mostruosamente torbato single malt scotch che celebra l’eredità e l’enigma che si cela dietro questa terribile leggenda. Peat’s Beast ti raggiunge con un morso torbato di 35 ppm in tre differenti release. Il Single Malt viene imbottigliato a 46% e sorprende per un naso con una robusta fusione di spruzzi marini, fumo di falò, terra umida e cannella piccante. Solo in seguito gli aromi di torba e di erba bagnata vengono accompagnati da note seducenti di pera, mela e pane appena sfornato. In bocca è forte e audace espandendo le sue zanne infuocate su tutto il palato. Le altre versioni sono due cask strength più complesse, potenti e torbate. La release speciale creata rifinendo il Peat’s Beast Cask Strength in botti di Pedro Ximènez si caratterizza per una ricchezza ed una eleganza ancora più accentuata.

THE BIG SMOKE

USQUAEBACH

REST&BE

Rest & Be Thankful sono le parole inscritte sulla pietra commemorativa posta in cima al Glen Croe dai soldati scozzesi che costruirono nel 1753 la vecchia strada militare che divide ancora oggi in due la vallata. Il percorso era così lungo e ripido che era tradizione per i viaggiatori riposarsi in cima. 300 anni dopo i whisky Rest & Be Thankful, imbottigliando l’essenza stessa della loro identità, vogliono far scoprire a chi li assaggia la medesima sensazione di felicità e soddisfazione che provavano quei viaggiatori così stanchi ma appagati dalle bellezze uniche del paesaggio scozzese. Rest & Be Thankful nasce dall’idea di invecchiare il whisky in botti di Bruichladdich, Octomore e Port Charlotte fornite dalla stessa Bruichladdich Distillery e da altre distillerie premium del Paese. Rest & Be Thankful è il brand che raccoglie una moltitudine di single cask; un’opportunità unica per gustare dei Single Cask Islay Whisky da una delle realtà più innovative dell’isola.

DUNCAN TAYLOR

Le origini di Duncan Taylor non sono, come potrebbe apparire, in Scozia, bensì a New York, nelle sinapsi geniali di un businessman ebreo: Abe Rosenberg. Abe, appassionato conoscitore e collezionista di whisky, dopo varie esperienze americane di vendita, decise di attraversare l’oceano e, il 27 maggio 1938, fondò a Glasgow una nuova realtà, chiamandola “Duncan Taylor & Co.”; al contempo un investimento e l’ideale sbocco per la sua immensa collezione di single malt. La Duncan Taylor & Co. divenne in breve tempo, seppur di piccole dimensioni, uno dei più stimati broker e commercianti di whisky in Scozia, e cominciò a selezionare le botti più pregiate nelle migliori distillerie. Molto spesso queste botti erano destinate al blend, quindi non imbottigliate, quindi uniche, rare. Abe riuscì a collezionare oltre 4000 botti di single malt e grain whisky tra il 1938 e il 1994, anno della sua morte. Suo lascito, oltre alla sterminata collezione (che potrebbe far impazzire qualsiasi appassionato del principe dei distillati), fu la volontà di lasciare la Duncan Taylor a qualcuno che portasse avanti le sue medesime idee e modus operandi, e quel qualcuno è Euan Shand, che ha trasferito il tutto a Huntly, nell’Aberdeenshire, per avere maggiore spazio e comodità, ma senza tradire in nulla il progetto di Abe Rosenberg. Duncan Taylor, rari gioielli di nobiltà distillata.

BLACK BULL

George Willsher era un uomo che difficilmente riusciva ad adeguarsi a norme e regole. Quello che voleva creare era un whisky audace e diverso, un blended con un alto contenuto di malto, un vero e proprio highlander con un grande pedigree. Nel 1864, mentre tutti stavano cercando di conformarsi ad un certo stile, George Willsher decise di creare qualcosa di diverso. Un blended scotch whisky fatto con 50% di single malt e 50% di single grain imbottigliato a 100 proof. Differenti release per questo incredibile blended. Il Kyloe, il cui nome ricorda una una razza bovina originaria delle Highlands, forte e robusta proprio come il whisky a cui dona il suo nome. Presenti poi due versioni invecchiate 12 e 21 anni in cui i ricchi e robusti malt whiskies provenienti dalle Highlands e dallo Speyside sono fatti maturare in botti ex-Sherry ed ex-Bourbon per poi essere miscelati con grain whisky delle Lowlands affinati in botti ex-Bourbon. 50% di malto e 50% di cereali per un whisky imbottigliato al 50% vol. Infine il Black Bull 40 Blended Scotch, prestigiosa selezione di vecchi malt whisky (90% del totale) distillati negli anni ’60 e miscelati con grain whisky provenienti da distillerie non più operative.

POLITICIAN

HANKEY BANNISTER

Hankey Bannister è un raro e raffinato whisky scozzese che si basa ancora oggi sull’antica ricetta dei due soci fondatori che scelsero i migliori grain delle Lowlands e alcuni whisky provenienti dalle Highlands e dallo Speyside per creare questo raffinato ed elegante Scotch Blended. Una ricetta che prevede ancora oggi di selezionare accuratamente tutte le materie prime e di eseguire in maniera artigianale tutte le fasi del processo produttivo. Il blend attuale, che ricorda quello originale di Hankey e Bannister, contiene circa il 30% di single malt provenienti da distillerie come Balblair, anCnoc, Old Pulteney e Balmenach. Tutti i whisky riposano quindi in botti di rovere per un minimo di tre anni al fine di sviluppare lo stile unico di Hankey Bannister. Solo a questo punto il master blender identifica la migliore miscela seguendo l’antica ricetta del 1757.

TOKINOKA

Il whisky di tradizione giapponese si lega inequivocabilmente a quello scozzese con la stessa capacità di sorprendere ogni intenditore pur differenziandosi in certi aspetti. I whisky giapponesi sono infatti creati con particolare attenzione alla morbidezza, utilizzando metodi di distillazione ormai quasi abbandonati in Scozia. Tokinoka in giapponese significa letteralmente “il profumo del tempo”. Questo Blended Whisky vuole rifarsi proprio alle antiche tradizioni nipponiche riportando la mente alle origini del whisky orientale. Non a caso la White Oak Distillery, sita nella città di Hyogo, venne fondata nel lontano 1888, ottenne la prima licenza del Giappone per la distillazione e iniziò a produrre whisky, seppur in piccole quantità, già nel 1919. Solo nel 1984, però, inizia l’effettivo processo di distillazione, anno in cui la società costruisce un nuovo stabilimento, con una moderna unità dedicata ai whisky di malto. Prima di allora tutto il whisky prodotto era utilizzato in una varietà di miscele conosciute col nome di “Quercia Bianca”. Blended con una percentuale molto alta (75%) di Single Malt Akashi caratterizzati da una estrema morbidezza. Presenta un naso molto fruttato con albicocche, frutta secca, una forte presenza di profumi legati ai cereali e una timida nota di miele. Morbido al palato con un finale lungo e liscio con note di miele e spezie.

KENSEI

Alcuni sostengono che sia il clima, insieme allo stile di vita nipponico, a creare il gusto caratteristico degli whisky giapponesi. Distillati più seducenti per un palato equilibrato, gentile e sofisticato risultato di un’ampia varietà di processi di fermentazione e di distillazione. Kensei rappresenta in pieno questi parametri essendo un blend di pregiati whisky giapponesi maturati in piccole botti di rovere in un minuscolo villaggio tra Kanagawa e le montagne di Nagano. Qui a Kiyokawa, che non a caso significa “fiume puro” rivelando l’importanza che l’acqua ha durante il processo di produzione, armonia ed equilibrio riflettono lo stile di questo blended whisky che rende onore alla cultura nipponica dei samurai Kensei. Un equilibrio già percepibile al naso che si caratterizza per le seducenti note di fiori appena tagliati, frutta secca e un accenno di rovere. Al palato è piacevole, con una struttura liscia come il velluto e dei sentori di spezie dolci. Finale lungo, caldo e fruttato.

BLACK VELVET

Nel 1951, quando nacque, questo whisky canadese doveva chiamarsi Black Label, ma Jack Napier, il primo Master Distiller, dopo averne assaggiata la prima partita, decise di chiamarlo Black Velvet, per la sua incredibile morbidezza vellutata. Il whisky Black Velvet è composto di una selezione di segale, orzo e mais di alta qualità e acqua cristallina canadese, distillato e invecchiato in botti ex-Bourbon.

LEY SECA

"Nel 1917 l'uso del grano fu limitato alla distillazione dell'alcol e, alla fine della guerra, fu vietata la produzione di vino e birra, così come la vendita di bevande alcoliche fino alla fine della smobilitazione (per evitare scontri) in quello che fu il Divieto prologo. Il 16 gennaio 1919, la Costituzione degli Stati Uniti d'America ha stabilito il 18° emendamento, in cui era vietata la vendita e il consumo di bevande alcoliche. Il principale colpito è stato l'industria che produceva e vendeva alcolici. La legge di proibizione ha sostenuto il Movimento per la temperanza promosso da conservatori, intellettuali progressisti e liberali. Questo movimento associava il consumo di alcol alla povertà e al burnout intellettuale tra i lavoratori immigrati che riempivano le città americane. Durante gli anni '20, l'opinione pubblica riteneva che il rimedio fosse stato peggiore della malattia. Il consumo di alcol, infatti, era ancora attivo clandestinamente e sotto il controllo delle mafie che alzavano il livello della criminalità organizzata e della delinquenza."

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